La storia di Road to Ruin è possibile raccontarla in molti modi diversi. Naturalmente, come tutte le storie, anche nel caso di Road to Ruin è meglio iniziare dal principio.
Adesso provate a tornare indietro nel 1978. Tutto partì con dei fogli copiati a mano e collage di articoli di riviste musicali. Il punk è visto come movimento di autentica espressione personale che scaturisce nei primi numeri con interviste e recensioni di gruppi più o meno famosi e collaboratori da tutta Italia. Il punk ha consentito ai giovani di creare e di far sentire la propria voce. Per essere punk bisognava assumere una posa carica di rabbia, atteggiarsi, sputare ed odiare tutti, oppure eri un falso. Ignorare le apparenze e pensare con la propria testa. Naturalmente, il punk avrebbe continuato ad essere fonte d’ispirazione generi diversi come il rap, il grunge, il lo-fi, l’hardcore e addirittura la new-wave.
Ognuno ha una storia diversa del punk, questa è la mia. L’ho voluta raccontare nei 100 e più numeri della fanzine che ha visto il piccolo Marco crescere nella vita reale con tutte le criticità del sistema, evolversi e tornare dopo decenni a scrivere.
Della vittoria, della sconfitta, questo ritorno è per l’amico Marco Mathieu che ci ha lasciati il 24 dicembre 2021, ma ogni istante mi dà la forza di continuare nella strada…perché lo spirito continua…e per favore basta con il revival punk che sa di patetica nostalgia.
Alla proxima!
MARCO SIGISMONDI – Direttore RoadtoRuin
(Dicembre 2023 – RoadtoRuin n.1/111)

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