Apro questa rubrica che vuole essere un resoconto dei miei viaggi negli ascolti e nelle scoperte musicali senza limitazioni e preclusioni di genere, con il solo intento di dare indicazioni e suggerimenti di ascolto/scoperta/opportunità.
A – Il primo avvistamento che vi segnalo è quello dei The Murder Capital, band irlandese di Dublino nati nel 2018 e che hanno all’attivo due album. Il primo del 2019 dal titolo “When I Have Fears” è un bel tuffo nelle sonorità del post punk anni 80 (a mio avviso) tra Joy Division e Killing Joke, dove suoni di chitarra, voce e batteria ricordano e ricalcano quell’onda. Basta ascoltare i primi tre brani del disco (For Everything – More is Less – Green&Blue) per capire le dinamiche dei ragazzi di Dublino. L’album scorre ritmico e veloce e segnalo la bellissima “On Twisted Ground” (brano n. 6).
B – Interessante il secondo lavoro dei The Messthetics che si avvalgono in questo album del sax tenore di James Brandon Lewis, il quale riesce a smussare ed ammorbidire gli spigoli chitarristici di Anthony Pirog, e rendere questo disco un piacevole album jazz rock. Bello anche riascoltare la sezione ritmica dei Fugazi, con Brendan Canty e Joe Lally che tessono e spaziano senza mai entrare nel jazz puro, ma rotolando ritmicamente rendono tutto comunque molto piacevole. In Italia una nota rivista ha recensito il disco parlando “sezione ritmica che annacqua il fraseggio africano di Lewis” … ma si sa che gli americani non si fanno mai problemi di genere, e solo in Italia siamo costretti a sopportare una ghettizzazione dei generi … Un bel disco che consiglio per spezzare la routine quotidiana.
C – Avvistata anni fa segnalo e consiglio con piacere la cantautrice britannica Nadine Shah che dopo i precedenti “Love your Dum and Mad” del 2013, “Fast Food” del 2015, “Holiday Destination” del 2017 e “Kitchen Sink” del 2020, ci regala il suo quinto album Filthy Underneath.
Nadine di origini norvegesi e pakistane ha viaggiato sempre sulle onde piacevoli del Pop dark, con una voce molto virata sul contralto, mentre in questo lavoro usa la voce con toni meno cupi e profondi liberandola verso linee più soul e a volte vicina a stilemi di richiamo orientale (Food for fuel e Greatest Dancer).
Buon ascolto e alla prossima – Magellano
(Luglio/Agosto 2024 – RoadtoRuin n.115)

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