I Basement 5 con il loro primo 33 giri “1965-1980” (1980) hanno lasciato un’impronta significativa nel panorama punk mondiale, in quanto sono riusciti ad unire punk e reggae ad un sound altamente roboante e rilevanti testi di denuncia sociale. Attivi dal 1978 hanno rappresentato la cultura punk nel migliore dei modi con un sound ben amalgamato e pregno di sterzate dub-reggae. “1965-1980” è stato prodotto da Martin Hannett, brani come “Riot” e “Last White Christmas” sono dei pugni allo stomaco in cui le chitarre di Humphrey “J.R.” Murray e la voce di Dennis Morris sono taglienti ed abrasive come non mai (Morris aveva sostituito Don Letts, videomaker dei Clash e co-fondatore insieme a Mick Jones dei Big Audio Dynamite). Gli altri brani corrono su binari di fusione tra punk e reagge, con deragliate synth-pop che regalano frutti preziosi, dando lustro all’intero album. Nella prima line-up della band spiccano Leo Williams (basso) e Richard Dundaski (batteria), figure cardine del punk inglese. A detta di molti un buon disco, a mio parere un album essenziale per capire un movimento punk di cui si è parlato troppo ma ascoltato poco.
MARCO SIGISMONDI – Direttore RoadtoRuin
(Aprile 2024 – RoadtoRuin n.112)

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